Ci sono condanne che nascono da prove schiaccianti e condanne che scaturiscono da convinzioni investigative che col tempo si rivelano fragili, tanto fragili da indurre gli stessi investigatori a chiedere la revisione del processo. La storia di Pasquale Primavera è una di queste ultime, è un errore giudiziario che la stessa DDA di Catanzaro ha riconosciuto essere tale.