Nel 1994 il genocidio in Ruanda esplode dopo mesi di segnali ignorati: propaganda radiofonica, milizie armate e allarmi lanciati alle Nazioni Unite. Mentre la comunità internazionale resta paralizzata, in cento giorni quasi un milione di persone viene massacrato. Le responsabilità internazionali, i tribunali post-guerra e il legame con l'instabilità odierna nella regione dei Grandi Laghi e nelle miniere contese del Congo.