Durante la detenzione, Pietro affrontò anni di riflessione e isolamento, un percorso segnato dalla consapevolezza del proprio gesto e dalle difficoltà della vita in carcere. Dopo aver scontato 22 anni di reclusione, nel 2013 tornò in libertà. Successivamente, nel 2016, completò un percorso di riabilitazione in una clinica psichiatrica. Oggi lavora come giardiniere e partecipa ad attività di reinserimento sociale.