Pietro fu arrestato il 19 aprile 1991 e condannato a 30 anni di carcere, con il riconoscimento della seminfermità mentale al momento del fatto. I suoi complici ricevettero pene più basse: 26 anni per Carbognin e Cavazza, 13 anni per il minorenne Burato. Durante la detenzione, Pietro affrontò anni di riflessione e isolamento, un percorso segnato dalla consapevolezza del proprio gesto e dalle difficoltà della vita in carcere.